Domenica 8 Marzo 2026
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È stato presentato questa mattina al Palazzo camerale, nel corso dell’incontro “Agevolazioni per le imprese del settore turistico alberghiero ed extralberghiero”, il “Bando Sicilia 2025”. All’incontro, aperto dal presidente dell’Ente camerale, Ivo Blandina, ha presenziato l’assessora regionale al Turismo, Elvira Amata.
«Dati Isnart 2024, evidenziano come le motivazioni legate alla fruizione del patrimonio artistico e culturale del Paese negli ultimi tre anni siano stabilmente al primo posto – afferma il presidente della Camera di commercio, Ivo Blandina - e come il 37% dei turisti privilegi i siti Unesco. Sul podio, svettano “Ricchezza del patrimonio culturale”, seguita da “Natura, aree protette ed ecoturismo” e, infine, “Turismo esperienziale e di esplorazione”. Tre ambiti che Messina e la sua provincia vanta con le Isole Eolie, l’area dei Nebrodi, la costa jonica con Taormina e la costa tirrenica. Non a caso, infatti, il turismo in Sicilia rappresenta da decenni uno dei principali motori dell’economia dell’Isola. Infatti, oltre a attrarre milioni di visitatori ogni anno, genera un considerevole flusso di occupazione in vari settori correlati. Ma per essere sempre più competitivi ed attrattivi, è fondamentale variegare l’offerta turistica, spaziando dalle magnifiche spiagge alle antiche rovine, dai tesori artistici alle prelibatezze culinarie e all’unicità delle ceramiche, dal turismo religioso al turismo delle origini».
Nel corso della mattinata, si sono svolti anche gli incontri one to one con le aziende. «L’incontro di oggi – aggiunge il presidente Blandina - vuole essere un modo per informare le imprese messinesi dei notevoli vantaggi che il bando offre in un settore vitale per l’economia messinese e siciliana. Nonostante i numerosi vantaggi derivanti dal turismo, non mancano importanti sfide da affrontare, come la stagionalità dell’occupazione e la necessità di promuovere una crescita sostenibile e responsabile dell’industria turistica. Cogliendo le tante opportunità esistenti: innovazione tecnologica, incremento di flussi turistici provenienti da nuovi mercati e accento sull’ecoturismo».
«Il 2024 ha registrato 22milioni 464mila presenze in Sicilia – dichiara l’assessora Amata – un dato importante, un più 8,5% rispetto al 2023. Grazie all’Accordo per il Fondo di sviluppo e coesione (FSC) 2021-2027, recentemente siglato tra il Governo nazionale e quello regionale, è stato possibile prevedere, per la prima volta dopo tanto tempo, una consistente dotazione finanziaria da destinare a interventi di incentivazione degli investimenti produttivi nel settore turistico tesi a migliorare il livello qualitativo dell’offerta turistica, stimolando un miglioramento complessivo degli standard ricettivi. È la risposta più coerente alla costante esigenza avvertita da tempo di profilare un’offerta ricettiva che sia espressione di adeguati target qualitativi, rispetto a una domanda sempre più crescente orientata in tal senso. Continueremo a rafforzare ulteriori occasioni di confronto, come quello odierno, che rappresentano indiscutibilmente virtuose opportunità di crescita da condividere con il comparto imprenditoriale».





«Il Ponte sullo Stretto è un’opera di straordinaria importanza, simbolo di crescita e di innovazione per il Sud Italia e per il sistema Paese». Così il presidente della Camera di commercio, Ivo Blandina, anche presidente di Uniontrasporti e vicepresidente di Unioncamere Sicilia, nell’aprire i lavori del convegno “Reti Ue e Ponte sullo Stretto, 3.660 metri di corridoio scandinavo per rimettere l’Italia al centro del Mediterraneo”, svoltosi ieri pomeriggio al Palazzo camerale.
«Come evidenziato dallo studio di Uniontrasporti, presentato a Roma lo scorso novembre nella sede di Unioncamere – aggiunge – il collegamento stabile produrrà nel tempo benefici al tessuto sociale, economico e produttivo dell’intero territorio nazionale ben superiori ai suoi costi. Inoltre, il Ponte è lo snodo che manca nel corridoio scandinavo mediterraneo, che attraverserà l’Europa da Helsinki e Stoccolma fino a Palermo e Catania per raggiungere Malta. Un tassello essenziale, dunque, delle Reti di trasporto transcontinentali, rappresentando un segmento fondamentale per il completamento del corridoio della rete europea TenT». Poi, Blandina ricorda l’attenzione che l’Ente camerale ha sempre rivolto all’argomento: «Dal convegno organizzato negli anni ’50 alla fattiva collaborazione con l’Istituto nazionale di architettura per l’organizzazione della mostra-convegno svoltasi nel 1971, sotto il patrocinio del ministero dei Lavori pubblici e dell’Anas, insieme all’Ordine degli ingegneri di Messina. Un evento al quale il prof. Guglielmo Tagliacarne, al quale è intitolato il Centro studi delle Camere di commercio, fulcro dell’informazione economica del sistema camerale, contribuì con lo studio sugli effetti economici del Ponte. Oggi, le conoscenze scientifiche, le tecnologie e il crescente livello di infrastrutturazione del territorio fanno comprendere ancor meglio quali e quanti vantaggi quest’opera di dimensione mondiale porterà non solo a Messina, ma a tutto il Paese. E noi dobbiamo essere pronti a raccogliere la sfida».
A intervenire ai lavori anche il presidente di Rfi, Dario Lo Bosco; il prof. Giovanni Tesoriere; e l’amministratore delegato della “Stretto di Messina”, Pietro Ciucci. «L’attenzione delle realtà imprenditoriali, come la Camera di commercio di Messina – dichiara l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci - è la diretta testimonianza che la realizzazione del Ponte sullo Stretto è destinata a produrre, immediatamente e nel tempo, una serie di effetti di straordinaria positività sul contesto sociale, economico e territoriale. Stiamo affrontando concretamente il tema del coinvolgimento delle imprese del territorio nella realizzazione del Ponte, per fare del Ponte sullo Stretto di Messina una grande occasione di sviluppo per le due regioni. Il Ponte, completando il corridoio ‘Helsinki – Palermo’, trasformerà l’area dello Stretto nella principale porta mediterranea dell’Europa e sarà l’elemento essenziale per favorire la creazione di un grande distretto con milioni di abitanti, impianti industriali, attività commerciali e Università».
A concludere l’evento, il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, on. Edoardo Rixi: «Il Ponte sullo Stretto è, prima di tutto, un cambio di mentalità di noi italiani. Iniziamo a pensare che siamo una comunità con una vocazione mediterranea e che è nostro compito riportare il Mediterraneo al centro dell’attenzione mondiale ed europea. Un mare che genera ricchezza. Il Ponte è un’opera che si affaccia all’Africa, un continente che nei prossimi decenni sarà fortemente infrastrutturato, dove i veri mercati si apriranno e il nostro Paese dovrà essere protagonista. Collegare la Sicilia alla Calabria, significa dare risposte a tutto il Mezzogiorno d’Italia. Con il Ponte, cambierà tutto lo sviluppo del territorio a Sud di Napoli. È una scelta che riguarda il futuro dei nostri giovani, dei nostri figli e dei nostri nipoti. Non appena arriveranno tutte le autorizzazioni, inizieremo con le cantierizzazioni».
In apertura dei lavori, i saluti del presidente Blandina; del sindaco, Federico Basile; e del segretario dell’VIII commissione Lavori pubblici, sen. Nino Germanà.






La Camera di commercio comunica che è stato pubblicato il provvedimento conclusivo del procedimento di assegnazione d’ufficio dei domicili digitali e la loro iscrizione nel Registro Imprese per le società e le ditte individuali che non lo avevano indicato nei tempi previsti dalla legge o per quelle il cui domicilio era stato cancellato d'ufficio per inattività. Si ricorda alle aziende di provvedere al più presto per non incorrere nella sanzione prevista.
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Il Regolamento DORA (Digital Operational Resilience Act) è una normativa dell'Unione Europea che mira a rafforzare la resilienza operativa digitale delle istituzioni finanziarie, come banche, assicurazioni e altre entità finanziarie, ma anche delle imprese che operano nel settore dei servizi finanziari.
L'obiettivo principale di DORA è quello di garantire che tutti questi soggetti siano in grado di mantenere operazioni sicure e continuative, anche in caso di attacchi informatici, guasti tecnologici o altre crisi digitali.
Scopriamo insieme cosa prevede il regolamento e, se rientri tra i suoi destinatari, come adeguare la tua attività.
Regolamento DORA e imprese. Prima di capire se può riguardare anche la tua attività, partiamo col dire che Il regolamento europeo DORA è entrato in vigore il 16 gennaio 2023 e si applica a partire dal 17 gennaio 2025. Le imprese devono rispettare le nuove normative entro il 2025, con scadenze specifiche per la gestione dei rischi e la segnalazione degli incidenti.
Dopo aver affrontato il tema della Direttiva NIS, le imprese devono ora prepararsi al più presto secondo quanto previsto da DORA, per evitare sanzioni o problematiche operative in futuro. Cosa devono fare le attività coinvolte? Ecco i punti salienti.
Il regolamento DORA impone obblighi principalmente alle istituzioni finanziarie, ai fornitori di servizi ICT critici e alle infrastrutture di mercato, ma si estende anche ad altre entità che hanno un impatto diretto sulla resilienza operativa digitale del sistema finanziario.
I soggetti obbligati a recepire il regolamento DORA sono:

La tua attività rientra tra quelle sopra elencate e quindi cade sotto l’ambito di applicazione di DORA? Se la risposta è sì, allora è necessario intraprendere diversi passi per essere conforme al regolamento:
Il regolamento DORA (Digital Operational Resilience Act) dell'UE mira a rafforzare la resilienza operativa digitale delle attività del settore finanziario. Anche se non rientri tra le imprese obbligate a rispettare questo regolamento, avviare un percorso di consapevolezza sui rischi informatici è importante per proteggere il futuro della tua attività.
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