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Venerdì 10 Luglio 2026

L’ECONOMIA DEL MARE IN ITALIA VALE 224,9 MILIARDI DI EURO PARI ALL’11,4% DEL PIL

Con 253.599 imprese e 1.133.949 di occupati, l’Economia del mare in Italia genera un valore aggiunto diretto pari a 78,9 miliardi di euro, che, se consideriamo il valore attivato nel resto dell’economia, raggiunge i 224,9 miliardi di euro, pari all’11,4% del PIL nazionale.

Un settore che continua a crescere.

Rispetto all’ultima rilevazione effettuata, cresce il valore aggiunto complessivo di circa 9,6 miliardi di €. E cresce il valore aggiunto diretto con un +3,8%, a fronte del +2,1% dell’economia nazionale, che in termini assoluti è pari a un incremento annuo di quasi 2,9 miliardi di €.

Crescono, inoltre, gli addetti, con un aumento occupazionale del +4,2%, un valore quasi triplo rispetto alla crescita registrata complessivamente nell’economia italiana.

Il moltiplicatore di quest’anno resta stabile a 1,8. Ossia per ogni euro speso nei settori direttamente afferenti alla filiera mare se ne attivano altri 1,8 nel resto dell’economia.

È quanto emerge dal XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare a cura di Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare OsserMare, Centro Studi Tagliacarne - Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network, presentato a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nell’ambito del Blue Forum 2026.

Come ogni anno, la quattordicesima edizione del Rapporto, punto di riferimento nazionale ed europeo nella definizione del valore della Blue Economy italiana, ha messo sotto la lente di ingrandimento i diversi settori che compongono la forza produttiva “blu”: le filiere dell’ittica e della cantieristica, i servizi di alloggio e ristorazione, le attività sportive e ricreative, l’industria delle estrazioni marine, la movimentazione di merci e passeggeri via mare, la ricerca, regolamentazione e tutela ambientale.

Novità di questa edizione, un’analisi approfondita dedicata al capitale umano e alle competenze nelle imprese dell’economia del mare tra transizione green e digitale.

All’evento di presentazione, aperto dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, sono intervenuti: il Presidente di Assonautica Italiana, Si.Camera e Camera di Commercio Frosinone Latina Giovanni Acampora, il Presidente di Unioncamere Andrea Prete, il Capo Dipartimento per le Politiche del mare Amm. Sq. Pierpaolo Ribuffo, il Vice Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto Amm. Isp. (CP) Vincenzo Leone, il Direttore per l’impiego del personale militare della Marina Militare Amm. Sq. Andrea Gueglio, il Direttore Generale del Centro Studi Tagliacarne Gaetano Fausto Esposito e il Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare OsserMare Antonello Testa.

A seguire della presentazione del rapporto si è aperto un dibattito a commento dei dati che ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti di istituzioni e associazioni delle varie filiere dell’Economia del mare, tra cui l’On. Luca Squeri, Segretario X Commissione Camera dei Deputati, l’On. Maria Grazia Frijia, IX Commissione Camera dei Deputati e l’On. Eliana Longi, IX Commissione Camera dei Deputati.

Durante i lavori è stata annunciata la pubblicazione del 1° Rapporto nazionale sulla dimensione subacquea italiana, realizzato in collaborazione con il Polo Nazionale della dimensione Subacquea (PNS), che verrà presentato al Senato il 16 luglio prossimo.

"La Blue Economy non è più un settore di nicchia ma una leva industriale e occupazionale per l'Italia e per l'Europa. Per il governo il mare è una risorsa di sviluppo centrale per il sistema Paese ed è nostro obiettivo rafforzare la leadership in questo settore per trasformare la centralità in opportunità di crescita per le nostre imprese". Lo ha detto Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, nel corso della presentazione del XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare a cura di Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare OsserMare, Centro Studi Tagliacarne - Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network, presentato a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nell’ambito del Blue Forum 2026.  Il Ministro, aggiunge: "I risultati di questo Rapporto confermano la competitività italiana", ha aggiunto il ministro Urso sottolineando che "questa crescita è frutto di una strategia di politica industriale mirata. Il mare deve tornare al centro dell'agenda europea perché il Mediterraneo è un crocevia strategico di rotte commerciali e flussi energetici in una fase in cui gli equilibri cambiano continuamente per via dei conflitti. In questo contesto geopolitico l'Italia occupa una posizione importante, strategica per il Mediterraneo e per l'Europa".

“Il rilievo assunto dall’economia del mare, anche in ambito europeo, per contributo alla crescita e all'occupazione, evidenzia come questa filiera sia divenuta una vera e propria leva di politica industriale. Perché in essa ritroviamo tutte le componenti dello sviluppo, in termini di manifattura, logistica, turismo e infrastrutture. Ogni euro generato dalla Blue Economy ne attiva un ulteriore 1,8 in altri settori.” Lo ha detto il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, che ha aggiunto “in un ambito in cui servono competenze, innovazione e una sempre maggiore collaborazione tra istituzioni e mondo produttivo il Sistema camerale continuerà a fare la sua parte assumendosi la responsabilità di produrre conoscenza, di accompagnare le imprese per favorirne gli investimenti e la competitività”.

L’Economia del mare italiana continua a crescere, sfiorando i 225 miliardi di euro di valore aggiunto. Con il XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare consegniamo al Paese il principale strumento di conoscenza e analisi di uno dei settori più strategici per la crescita, la competitività e lo sviluppo sostenibile dell’Italia” – ha evidenziato Giovanni Acampora, Presidente Assonautica Italiana, Si.Camera e CCIAA Frosinone Latina, secondo il quale “per lungo tempo abbiamo dovuto dimostrare che l'Economia del Mare non è semplicemente la somma di filiere, ma un sistema economico integrato capace di generare valore per l’intera Nazione. Oggi questa consapevolezza è patrimonio comune e rappresenta il risultato di un percorso al quale il sistema camerale ha dato un contributo importante”.

"Negli ultimi anni l’economia del mare ha cambiato volto, sia in termini di composizione che dal punto di vista della partecipazione territoriale. Se nel 2014 la movimentazione di merci e di passeggeri e il turismo pesavano per il 45% sul valore aggiunto blu, oggi questi settori incidono per quasi il 55%". Lo ha sottolineato il direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, Gaetano Fausto Esposito, secondo cui "il dinamismo dell'economia del mare è sempre più collegato alla crescita del Mezzogiorno: nel 2024 l’incremento del valore aggiunto della filiera è stato al Sud di tre volte quello registrato dal complesso dei beni e servizi (11,0% contro 3,4%). Motivo per cui oggi al Meridione si produce quasi un terzo della Blue Economy del Paese, a fronte di un peso del 22,5% sull'intera economia".

Per Antonello Testa, Presidente Informare e Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare OsserMare: “Oggi la vera sfida non è soltanto misurare l'Economia del Mare, ma comprenderne tempestivamente i cambiamenti per trasformarli in politiche efficaci, investimenti e nuove opportunità di crescita. Questo è il principale obiettivo del XIV Rapporto che conferma la solidità e la competitività del nostro sistema marittimo e offre una rappresentazione ampia della Blue Economy italiana, diversa per perimetro e metodologia rispetto ad altri osservatori europei”.

 

IL XIV RAPPORTO NAZIONALE SULL’ECONOMIA DEL MARE 2026 IN PILLOLE

Imprese giovanili, femminili e straniere

Le imprese giovanili in Italia sono 20.914 pari all’8,2% dell’economia blu, le imprese femminili sono 56.811 al 22,4% e le imprese straniere sono 19.982 al 7,9%.

La top 6 per incidenza del valore aggiunto dell’Economia del mare sul totale dell’economia territoriale

A livello regionale: Liguria (14,4%), Sardegna (7,5%), Friuli-Venezia Giulia (7,3%), Campania (7,1%), Sicilia (7,0%), Lazio (6,8%).

A livello provinciale: Trieste (21,4%), Livorno (19,4%), La Spezia (17,1%), Genova (16,2%), Rimini (12,7%), Venezia (12,3%).

 

La geografia della Blue Economy italiana

Il Mezzogiorno si conferma l’area con il maggiore peso nel “Sistema mare”, assorbendo il 34,2% del valore aggiunto e il 39,9% dell’occupazione dell’intera economia del mare nazionale.

Anche il Centro ha un peso sostenuto. L’area genera il 30,2% del valore aggiunto e il 29,7% dell’occupazione della Blue Economy in Italia.

Si osservano incidenze più contenute per il Nord. Più nel dettaglio, il Nord-Ovest partecipa per il 18,3% al valore aggiunto blu del Paese e per il 14,4% all’occupazione.

Considerazioni analoghe si rilevano per il Nord-Est, che segna incidenze pari al 17,3% sul valore aggiunto e al 16,0% sull’occupazione del “Sistema mare”.

Popolazione residente nei comuni costieri e litoranei

La popolazione residente al 31 Dicembre 2025 nei comuni nelle zone costiere è pari a 20.124.392 e nei comuni litoranei 16.566.358.

Capitale umano e le competenze nelle imprese dell’economia del mare tra transizione green e digitale

Per quanto tutt’altro che immune dal problema del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, i dati della rilevazione rivelano una maggiore resilienza del “Sistema mare”, con il 65,9% delle imprese blu che segnala difficoltà nel reperire figure con competenze adeguate, a fronte del 68,4% riscontrato per il totale economia.

Questo differenziale, pur contenuto, assume maggior rilievo se si considera la natura delle competenze coinvolte. Le imprese dell’economia del mare risultano meno esposte alla carenza di skill strategiche per la transizione – green, STEM e digitali -, riducendo così il rischio di rallentamenti nei processi di trasformazione. Più nel dettaglio, le competenze green risultano difficili da reperire solo per il 2,2% delle imprese blu, contro il 6,4% riferito al totale economia. Quote che salgono, rispettivamente, al 2,6% e all’8,9% per le competenze STEM (competenze scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche). Le criticità aumentano per le competenze digitali-informatiche, essenziali per governare l’innovazione tecnologica: si attesta al 9,5% la quota di impresa blu che dichiara delle difficoltà, un valore che resta comunque inferiore al 12,6% registrato per il totale economia.

Il nodo del mismatch è particolarmente evidente nel reperimento di competenze tecniche specifiche del business aziendale. Tuttavia, con un dato del 43,1%, il tessuto imprenditoriale blu appare meno in affanno rispetto all’intero sistema produttivo nazionale, per cui la difficoltà di reperimento sale al 47,5%.

Gli unici ambiti in cui le imprese blu non presentano un vantaggio rispetto al totale economia sono le competenze amministrativo-contabili (8,6% contro 7,3%) e le soft skill, come la capacità di gestire i rapporti interpersonali e il problem solving (12,5% contro 12,1%).

Il XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare 2026 completo è disponibile qui: https://ossermare.org/pubblicazioni/xiv-rapporto-nazionale-sulleconomia-del-mare-2026/

 

Ultima modifica: Venerdì 10 Luglio 2026
Giovedì 9 Luglio 2026

WEBINAR - Investimenti in scenari ad alta incertezza 14 luglio 2026

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Ultima modifica: Giovedì 9 Luglio 2026
Lunedì 6 Luglio 2026

Digitale, green, IA: voucher per 150 milioni di euro in tre anni per far crescere la competitività delle imprese

Una dote di 150 milioni di euro nel triennio 2026-2029, finanziata dalle Camere di commercio ma che sarà integrata con ulteriori fondi regionali, per sostenere la transizione digitale e green delle imprese. Parte mercoledì 8 luglio, il nuovo Bando Voucher Doppia Transizione dei PID (Punti impresa digitale) delle Camere di commercio.

Obiettivo: accompagnare le piccole e medie imprese con azioni di assistenza e finanziamenti fino a un massimo del 70% delle spese sostenute per l’acquisto di tecnologie, formazione e consulenza, con un focus sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale e sul passaggio al modello Transizione 5.0.

L'iniziativa rientra nel percorso avviato nel 2017 dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme a Unioncamere, ai Competence Center e ai Digital Innovation Hub. Ad oggi, la rete dei PID, presenti in ogni Camera di commercio, ha assistito con iniziative di informazione e formazione 1 milione di piccole e medie imprese. Il sistema camerale inoltre ha mobilitato finora circa 325 milioni di euro in voucher che hanno raggiunto oltre 40mila imprese. L'analisi di Unioncamere, con il supporto tecnico di Dintec, quantifica l’impatto dell’azione dei PID in una crescita della maturità digitale delle aziende, salita dell’8% dal 2019 a oggi.

“In questi anni i Punti Impresa Digitale sono diventati il canale privilegiato di accesso all'innovazione per le imprese, in particolare le micro e piccole imprese", sottolinea il Segretario Generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “I voucher che Il bando nazionale del sistema camerale mette a disposizione, daranno un sostegno alle Pmi per introdurre in azienda le nuove tecnologie della intelligenza artificiale”.

L’ impegno del sistema camerale in termini di risorse è stato crescente: dopo i quasi 40 milioni di euro stanziati nel 2020, i contributi concessi dalle Camere di commercio per voucher hanno raggiunto i 50 milioni di euro nel 2024. Parallelamente, il numero di imprese annualmente assistite dai PID è notevolmente aumentato, passando dalle oltre 30.000 del primo anno di attività alle oltre 150.000 del 2025 su tutto il territorio nazionale.

Il risultato concreto di questa attività si coglie dall’aumento dell’8% della maturità digitale delle imprese. Questa viene misurata attraverso il Self i4.0, strumento di assessment della rete PID, ora aggiornato per essere comparabile con il DMA (Digital Maturity Assessment) degli European Digital Innovation Hubs, lo strumento ufficiale della Commissione Europea per valutare il livello di digitalizzazione di PMI e Pubbliche Amministrazioni.

Tra le novità del nuovo piano triennale, l’avvio degli AI-Lab, laboratori territoriali dedicati all'introduzione guidata dell'intelligenza artificiale nelle aziende.

Oltre ai contributi economici, la nuova programmazione prevede il prosieguo delle azioni di informazione e formazione realizzate dai PID, e l'orientamento, laddove vi siano le necessità, verso partner tecnologici qualificati, grazie alla sinergia ormai consolidata tra Camere di Commercio, Competence Center ed European Digital Innovation Hub.

I contenuti del nuovo bando verranno presentati oggi nel corso di un webinar che ha registrato una adesione di oltre 3.500 imprese.

Le date di concessione e chiusura del Bando saranno definite a livello locale dalle Camere di commercio, che gestiranno direttamente l’erogazione dei voucher. Il bando e tutte le informazioni utili alla presentazione delle domande saranno disponibili dalle ore 10 del giorno 8 luglio su:

https://www.puntoimpresadigitale.camcom.it/

https://restart.infocamere.it/

 

Ultima modifica: Lunedì 6 Luglio 2026
Giovedì 2 Luglio 2026

Intitolazione della Villa al Prof. Avv. Rosario Parisi

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Ultima modifica: Giovedì 2 Luglio 2026
Martedì 30 Giugno 2026

Sostenibilità, certificazione e biodiversità

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Ultima modifica: Martedì 30 Giugno 2026
Martedì 30 Giugno 2026

La nuova convenzione PEM

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Ultima modifica: Martedì 30 Giugno 2026
Giovedì 25 Giugno 2026

CIRCULAR STORYTELLING: COMUNICAZIONE E MARKETING RESPONSABILE

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Link della riunione

meet.google.com/hoi-evst-gpb

Ultima modifica: Giovedì 25 Giugno 2026
Mercoledì 24 Giugno 2026

il Nuovo Front Office per la compilazione e l'invio delle richieste di Certificazioni per l’estero

==> SCARICA LA BROCHURE DEL WEBINAR <==

Ultima modifica: Mercoledì 24 Giugno 2026
Venerdì 5 Giugno 2026

Top of the PID - Mirabilia 2026

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Ultima modifica: Venerdì 5 Giugno 2026
Mercoledì 27 Maggio 2026

Fondo pmi Euipo 2026: voucher gratuiti per proteggere marchi, brevetti e disegni industriali

Se hai un'impresa e vuoi proteggere il tuo marchio, un brevetto o un design industriale, il Fondo pmi Euipo 2026 è uno strumento concreto e accessibile. L'iniziativa è gestita dall'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) in collaborazione con la Commissione Europea e l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), ed è attiva fino al 4 dicembre 2026.

 

Il programma eroga voucher rimborsabili per coprire le spese legate alla protezione della proprietà intellettuale. Nello specifico sono disponibili i seguenti voucher:

voucher 2: rimborso del 75% delle tasse di registrazione di marchi e disegni/modelli nazionali ed esteri, fino a un massimo di 700 euro;

coucher 3: rimborso del 50% delle tasse di deposito per brevetti nazionali ed europei, fino a 1.000 euro, più rimborso fino a 1.500 euro per le spese di consulenza per il deposito di brevetti europei;

voucher 4: rimborso delle tasse di deposito per domande di varietà vegetali comunitarie, fino a 1.500 euro.

La procedura è interamente online: la PMI richiede il voucher, lo utilizza per ridurre le tasse di deposito e il rimborso avviene automaticamente alla chiusura della pratica. Non è prevista una graduatoria competitiva.

 

Possono accedere tutte le micro, piccole e medie imprese italiane, indipendentemente dal settore di attività.

 

Ultima modifica: Mercoledì 27 Maggio 2026