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Venerdì 3 Ottobre 2025

Avviso per la partecipazione al Custom Executive Program

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1.
Oggetto dell’Avviso
Il presente Avviso è finalizzato alla raccolta delle candidature per la partecipazione al Custom Executive Program, promosso da Luiss Business School e SIMEST, volto ad accrescere la conoscenza e gli strumenti delle imprese del Mezzogiorno sui processi di internazionalizzazione e sui mercati strategici per il Made in Italy.
La partecipazione al percorso formativo è a titolo gratuito in virtù della copertura di SIMEST, in qualità di sponsor dell’iniziativa, dei costi di iscrizione, restando pertanto a carico delle imprese selezionate i costi di trasporto, di vitto e di alloggio.

2.
Proposta formativa
Il percorso formativo è strutturato in un modulo introduttivo e 5 moduli sui mercati strategici, per un totale di 6 (sei) moduli da 16 (sedici) ore l’uno più 1 giornata conclusiva per una formazione complessiva di 104 ore.
La partecipazione al Custom Executive Program è prevista a week end alternati (venerdì e sabato intere giornate), principalmente in presenza presso la sede di Luiss Business School a Roma e, in via residuale, via web, a partire dal 7 novembre 2025.
Le lezioni saranno svolte prevalentemente dal corpo docenti di Luiss Business School, anche con testimonianze di Istituzioni e aziende, e si terranno presso la sede di Villa Blanc di Roma.
Al termine dei moduli sui mercati strategici, nel corso della giornata conclusiva, verrà consegnato un attestato di partecipazione con cerimonia, fermo restando quanto previsto al successivo paragrafo 5. Nel corso della stessa giornata, inoltre, verranno presentate le ulteriori opportunità a disposizione delle imprese nell’ambito del Sistema Italia, tra cui gli strumenti finanziari SIMEST e un servizio di consulenza strategica gratuita a cura di SIMEST per valutare le opportunità di inserimento in aree geografiche di interesse o, più in generale, di consolidamento della presenza estera.

3.
Posti disponibili e requisiti di accesso al Custom Executive Program
L’accesso al Custom Executive Program è consentito a un numero massimo di 30 imprese, selezionate sulla base dei criteri indicati ai successivi paragrafi.
3.1 Requisiti di ammissibilità
Il corso di formazione sui processi di internazionalizzazione è rivolto alle aziende che:
A.
abbiano sede legale e almeno una sede operativa (se non coincidente con la sede legale stessa) nelle regioni del Mezzogiorno1;
1 Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna (Rif. definizione ISTAT).
B.
abbiano maturato una prima esperienza in mercati esteri da intendersi come una quota di fatturato export2 pari ad almeno il 3% come risultante dall’ultimo Bilancio;
o, in alternativa, appartengano a settori strategici3 con intenzione di avviare un percorso di internazionalizzazione ovvero aziende che dimostrino di aver predisposto un progetto di internazionalizzazione e in grado di condividerne i principali contenuti con SIMEST all’interno della lettera motivazionale richiesta;
C.
alla data di presentazione della domanda, abbiano depositato presso il Registro delle Imprese almeno due bilanci relativi agli ultimi due esercizi completi precedenti alla presentazione della domanda;
D.
presentino buone performance economico-finanziarie, ovvero:
o
per entrambi i bilanci di cui sopra Ricavi (Voce A del conto economico) superiori a 3 €/mln
e/o per l’ultimo bilancio un EBITDA superiore a 0 e un Utile Netto superiore a 0;
E.
operino in conformità alle pertinenti disposizioni legislative, fiscali e regolamentari nazionali
F.
non (i) essere coinvolta in una procedura concorsuale (non deve pertanto essere soggetta ad alcuna procedura concorsuale, né deve aver presentato domanda per una procedura concorsuale) o trovarsi in stato di fallimento ai sensi della legge fallimentare ove applicabile; (ii) essere coinvolta in una procedura concorsuale (liquidazione giudiziale o concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente) e comunque non deve aver chiesto l’accesso a uno strumento di regolazione della crisi e dell'insolvenza e non deve aver avviato una procedura di composizione negoziata della crisi ai sensi del nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza4 ; (iii) essere in condizioni tali per cui una procedura concorsuale possa essere richiesta nei suoi confronti; (iv) essere in stato di scioglimento o liquidazione volontaria, di amministrazione controllata o straordinaria, o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;
G.
ove clienti SIMEST, non risultino inadempienti in obbligazioni assunte nei confronti di quest’ultima.
3.2 Criteri preferenziali

Rispetto ai requisiti di ammissibilità precedentemente descritti costituiscono criteri preferenziali per l’accesso al Custom Executive Program l’appartenenza delle aziende candidate alle seguenti fattispecie secondo una logica gerarchica e cumulabile (ossia che possiedono più criteri preferenziali) così definita:

Priorità 1:
2 Rapporto tra il fatturato estero e il fatturato totale dell’Impresa Richiedente calcolato sulla base dei dati presenti nelle dichiarazioni IVA regolarmente presentate all’Agenzia dell’Entrate, con riferimento ai valori dei righi VE30, VE34 (e VE32 per i soli settori turistico e dell’editoria) rapportati al rigo VE50.
3 Settori strategici prevalenti prioritariamente identificati dal Piano d’Azione per l’Export italiano nei mercati Extra-Ue ad alto potenziale: agroalimentare, mezzi di trasporto e mobilità sostenibile, farmaceutica, bio-tech e salute, macchinari e meccanica avanzata, metalli, prodotti chimici, tecnologie green e transizione energetica, tessile e abbigliamento.
4 D. Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 successivamente modificato dal decreto-legge 24 agosto 2021, n. 118, convertito con modifiche da L. 21 ottobre 2021, n. 147 e dal D.lgs. 17 giugno 2022, n. 83.
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PMI, anche PMI innovative– imprese classificabili come Impresa medio-piccola ai sensi del Regolamento (UE) n. 651/20145 o realtà costituite sotto forma di società di capitali, anche in forma cooperativa, che rispetta i limiti dimensionali delle piccole e medie imprese e i parametri riguardanti l'innovazione tecnologica di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese di cui all’articolo 4, comma 2, del medesimo decreto-legge n. 3/2015;

Priorità 2:
Imprese Femminili e/o Giovanili – in base ai seguenti criteri alternativi:
o impresa costituita (in termini di board) almeno al 60% (sessanta) da donne oppure, per le società di capitali, impresa in cui le quote di partecipazione sono detenute per almeno il 60% (sessanta) da donne, o in alternativa
o impresa costituita (in termini di board) almeno al 60% (sessanta) da giovani tra i 18 (diciotto) e i 35 (trentacinque) anni, oppure, per le società di capitali, impresa in cui le quote di partecipazione sono detenute per almeno il 60% (sessanta) da giovani tra i 18 (diciotto) e i 35 (trentacinque) anni

Priorità 3:
Imprese esportatrici ovvero abbiano maturato una prima esperienza in mercati esteri da intendersi come quota di fatturato export6 pari al 3% come risultante dall’ultimo Bilancio
A parità di requisiti, di ammissibilità e a carattere preferenziale, sarà considerato il profilo dei rappresentanti aziendali, descritto al successivo paragrafo 3.4, preferendo le aziende che candidino rappresentanti femminili alla fruizione del corso di formazione. In ultima istanza, infine, verrà seguito quale criterio di selezione l’ordine cronologico di arrivo delle richieste.
In considerazione delle priorità sopra definite, le imprese non qualificabili come PMI potranno avere accesso al Custom Executive Program solo nel caso in cui risultino posti liberi, siano rispettati i requisiti di ammissibilità (di cui al 3.1.) preferendo, tuttavia, le imprese che siano in possesso delle peculiarità di cui alla Priorità 2 e 3.
3.3 Esclusioni
Sono esclusi dalla partecipazione dal presente Avviso le imprese:
-
con attività escluse dal sostegno di InvestEU, di cui all’Allegato V - Lettera B del Regolamento UE 2021/523, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 marzo 2021;
-
attive nel settore bancario, finanziario e assicurativo;
-
destinatarie (o i cui amministratori, soci, membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, o organi equivalenti, e comunque soggetti agenti per suo conto o coinvolti nella prospettata operazione siano destinatari), direttamente o indirettamente, di qualsiasi sanzione economica e
5 Piccola e Media Impresa come individuata dall’Allegato 1 al Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014 e s.m.i., ossia l’impresa che con i collegamenti a monte e/o a valle risulta avere meno di 250 dipendenti e almeno: i) un fatturato annuo inferiore a euro 50 mln o ii) un totale di bilancio annuo inferiore a euro 43 mln.
6 Rapporto tra il fatturato estero e il fatturato totale dell’Impresa Richiedente calcolato sulla base dei dati presenti nelle dichiarazioni IVA regolarmente presentate all’Agenzia dell’Entrate, con riferimento ai valori dei righi VE30, VE34 (e VE32 per i soli settori turistico e dell’editoria) rapportati al rigo VE50.
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commerciale o di qualsiasi misura restrittiva (inclusa ogni misura che proibisca rapporti con specifici Stati o Governi), di volta in volta applicabile, da parte dell'Unione Europea, dell'Office of Foreign Assets Control of the US Department of Treasury (OFAC), del Regno Unito o delle Nazioni Unite, inseriti nelle cc.dd. Black List comunitarie e internazionali;
-
i cui legali rappresentanti o amministratori, alla data di presentazione della domanda, sono stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione ai sensi della normativa in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture vigente alla data di presentazione della domanda;
-
nei cui confronti è stata applicata la sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
-
che controllano direttamente o indirettamente, ai sensi dell’articolo 2359 del Codice Civile, una società residente in un Paese o in un territorio non cooperativo a fini fiscali, ovvero che sono controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’articolo 2359 del Codice Civile, da una società residente in un Paese o in un territorio non cooperativo a fini fiscali. Per Paesi o territori non cooperativi a fini fiscali si intendono le giurisdizioni individuate nell’Allegato 1 alla lista UE delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali, adottata con conclusioni del Consiglio dell’Unione europea;
-
che si trovano in altre condizioni previste dalla legge quali cause di incapacità a beneficiare di agevolazioni pubbliche o comunque a ciò ostative.

3.4 Criteri del rappresentante aziendale
L'azienda ha la facoltà di candidare alla partecipazione alle lezioni del Custom Executive Program oggetto del presente Avviso 1 (uno) rappresentante aziendale oppure 2 (due) rappresentanti; in quest’ultimo caso, la partecipazione alle lezioni dovrà avvenire secondo un principio di alternanza tra i due rappresentanti. Tali rappresentanti devono ricoprire un ruolo apicale all’interno dell’azienda, come rilevato dall’organigramma aziendale ufficiale o da altra documentazione formale, quale, a titolo esemplificativo e non esaustivo:
• presidente del Consiglio di amministrazione o amministratore unico;
• amministratore delegato o consigliere delegato;
• direttore generale;
• direttore amministrativo/finanziario;
• direttore business development/commerciale;
• direttore della strategia;
• direttore operativo;
• direttore produzione;

4.
Modalità di presentazione della candidatura
Le imprese interessate dovranno presentare la propria candidatura – compilando il Modulo allegato al presente Avviso, corredato dalla documentazione richiesta sulla base del requisito di accesso, da una Lettera Motivazionale
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(max 1 pagina) in cui sono esposte le ragioni della candidatura e da una presentazione istituzionale o brochure aziendale.
Il Modulo e i relativi allegati dovranno essere firmati digitalmente e inviati all’indirizzo customprograms@luissbusinessschool.it entro e non oltre il 24 ottobre 2025.
La valutazione sull’ammissibilità sarà esclusivamente in capo a Luiss Business School e SIMEST. Fermi restando i requisiti richiesti, Luiss Business School e SIMEST si riservano di selezionare discrezionalmente le imprese, anche sulla base dei criteri preferenziali.

5.
Impegni delle imprese ammesse al Custom Executive Program
L’impresa ammessa al Custom Executive Program si impegna a garantire complessivamente la presenza del/dei proprio/i referenti per almeno l’80% (ottanta per cento) delle ore di lezione, pena il non riconoscimento dell’attestato di partecipazione al Custom Executive Program e l’esclusione dalla successiva erogazione di servizi di consulenza personalizzata.

Ultima modifica: Lunedì 6 Ottobre 2025
Mercoledì 1 Ottobre 2025

Nuova sezione speciale delle Imprese culturali e creative

Dal 30 settembre 2025, è possibile presentare le richieste di iscrizione alla nuova sezione speciale delle Imprese culturali e creative, prevista dall’articolo 25 della legge 27 dicembre 2023, n. 206. 
Possono iscriversi alla nuova sezione speciale, le imprese e gli enti che siano già iscritti nel Registro delle imprese e nel REA e che svolgano un’attività economica (con il relativo codice ATECO attribuito) compatibile con le attività censite all’interno degli allegati ai decreti attuativi. Unioncamere, con il gruppo di lavoro nazionale, ha approntato una guida che consente di dare un indirizzo alle imprese e agli uffici circa le procedure di iscrizione nella nuova sezione speciale. 
Il “Manuale operativo per l’invio telematico delle richieste di iscrizione alla sezione speciale ICC” è stato pubblicato sul sito istituzionale di Unioncamere all’indirizzo https://www.unioncamere.gov.it/registro-imprese-e-semplificazione/registro-delle-imprese-e-anagrafi-camerali/nuova-sezione-speciale-delle-imprese-culturali-e-creative-icc, al fine di guidare le imprese e gli uffici del RI per gestire il nuovo adempimento.
L’esperienza di gestione della nuova sezione potrebbe, nel prosieguo, suggerire eventuali, ulteriori valutazioni e suggerimenti .

Ultima modifica: Mercoledì 1 Ottobre 2025
Martedì 30 Settembre 2025

Il nuovo regolamento sugli imballaggi Aggiornamenti normativi e futuri sviluppi

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Ultima modifica: Martedì 30 Settembre 2025
Lunedì 29 Settembre 2025

Import-Export con l’America Dazi, normativa e novità

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Ultima modifica: Martedì 30 Settembre 2025
Giovedì 3 Luglio 2025

InfoCamere, l'azienda per l'innovazione digitale al servizio dell'intero Sistema Camerale italiano

Ultima modifica: Giovedì 3 Luglio 2025
Giovedì 3 Luglio 2025

SPACE ECONOMY: LE OPPORTUNITÀ PER L'INDUSTRIA NAZIONALE

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Ultima modifica: Giovedì 3 Luglio 2025
Lunedì 30 Giugno 2025

Primo Webinar Donne in Attivo

È tutto pronto per il primo webinar di Donne in attivo, dal titolo “Il valore del denaro: consapevolezza e autostima economica” (la diretta on line il 3 luglio 2025, ore 14.30-16.30)
Donne in attivo - realizzato da Unioncamere, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, riconosciuto (con bollino rosa) dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, promosso dal sistema delle Camere di commercio e dai Comitati per l’Imprenditorialità femminile - è giunto alla quinta edizione.

Il primo appuntamento del ciclo di webinar è dedicato alle donne che vogliono esplorare e trasformare il proprio legame con il denaro, spesso condizionato da stereotipi, esperienze passate e convinzioni limitanti. Attraverso riflessioni psicologiche e strumenti pratici, si lavorerà sull'autostima economica e sulla consapevolezza delle proprie risorse, per acquisire maggiore autonomia e sicurezza nelle scelte finanziarie. Un'occasione per superare tabù e rafforzare la propria libertà personale. Consulta il programma del 1 webinar
Si può ottenere l’attestato di partecipazione a Donne in attivo solo se si seguono, in diretta, le quattro iniziative online in calendario. Si ricorda che la partecipazione alle attività del progetto “Donne in attivo” è sempre gratuita.
Iscriviti al webinar


Inoltre, il percorso si arricchisce di un laboratorio: Costruisci il tuo “pitch” vincente. Il laboratorio, on line, è guidato da una docente e da un tutor; le partecipanti lavoreranno alla creazione di un pitch efficace per presentare un progetto imprenditoriale e raccontare la propria storia di successo a potenziali investitori.
Organizzate in piccoli gruppi (3-5 persone), si avranno anche momenti di lavoro autonomo per sviluppare e consegnare l’elaborato finale. Un'opportunità concreta per allenare le capacità comunicative e valorizzare le proprie idea d’impresa. Per informazioni sul laboratorio clicca qui


Resta informata, consulta il sito web di progetto

 

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Violenza economica e parità di genere: l’impegno di Unioncamere al centro dell’audizione parlamentare di martedì 18 giugno 2025

Nel corso della recente audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere, Unioncamere ha ribadito con forza un concetto fondamentale: non può esserci piena libertà per le donne senza indipendenza economica. La lotta alla violenza di genere passa anche – e soprattutto – attraverso strumenti concreti di emancipazione, che permettano alle donne di affrancarsi da contesti di dipendenza e controllo.


Tra le diverse forme di abuso, la violenza economica resta ancora troppo spesso invisibile. Si manifesta nel controllo delle risorse finanziarie, nella negazione dell’accesso al lavoro, nella dipendenza forzata dal partner. Contrastarla richiede un cambio di paradigma culturale, ma anche interventi strutturati e continuativi. È anche in questa direzione che si muove il progetto Donne in attivo, un progetto rivolto alle donne, che punta, oltre che sui temi della finanza anche sulla formazione imprenditoriale e sul mentoring per rafforzare la consapevolezza, l’autonomia e le competenze delle donne. Interventi che il sistema camerale rivolgono non solo a chi è già nel mondo del lavoro, ma anche alle giovani generazioni, con programmi pensati per le scuole (come il progetto “Io penso positivo – Educare alla finanza” finanziato anch’esso dal MIMIT e realizzato da Unincamere).
 

Durante l’audizione, Unioncamere ha posto l’accento sulla necessità di:

  • semplificare l’accesso al credito e agli incentivi;
  • valorizzare le eccellenze femminili;
  • rafforzare i network territoriali tra imprenditrici, enti pubblici e privati;
  • sostenere la conciliazione tra tempi di vita e lavoro;
  • investire in percorsi formativi contro la violenza economica sin dalla scuola.

Molto è stato fatto, ma tanto resta da fare per colmare i divari ancora esistenti, nella convinzione che solo attraverso uno sviluppo economico inclusivo e rispettoso delle differenze è possibile garantire una società libera da ogni forma di violenza.


Guarda l’audizione

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Riscriviamo le regole: donne, denaro e il potere della sorellanza, di Azzurra Rinaldi - TEDxVenezia

Donne e denaro. Una coppia di parole che storicamente hanno significato “potere” nella civiltà patriarcale occidentale, ma che tra di loro non hanno mai avuto nulla a che fare. Oggi in Italia lavora una donna su due, il 37% delle donne non ha un proprio conto corrente e il 22% vive in condizioni di dipendenza economica.
Un talk di ispirazione, per uno sguardo più paritario sulle dinamiche sociali presenti nel nostro sistema economico. Azzurra Rinaldi insegna Economia Politica presso l’Università Unitelma Sapienza di Roma, dove è anche Direttrice della School of Gender Economics.


Guarda il video

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Indagine Eurochambres sulle Donne Imprenditrici 2025 – Scopriamo cosa pensano le protagoniste dell’imprenditoria al femminile

Le donne sono quasi la metà della forza lavoro in Europa, ma solo 1 impresa su 3 è fondata da loro. Perché?
L’indagine 2025 di Eurochambres e UN Women (Entità delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne), ci conferma che le imprenditrici affrontano ostacoli specifici come l’accesso ai finanziamenti e la gestione delle responsabilità familiari.


Lo studio ha raccolto 897 risposte da 34 Paesi europei (più qualche contributo extra, come dall’India o dal Bhutan) e offre uno spaccato interessante sulle motivazioni, i settori scelti e le sfide più frequenti. Il questionario, disponibile in 26 lingue, ha avuto una rilevante partecipazione ed ha anche previsto uno spazio per racconti personali. Buone notizie? Più sostegno alle donne può significare più innovazione, occupazione e crescita per tutti.


A seguito della indagine sono state proposte raccomandazioni per promuovere e sostenere l'imprenditorialità femminile in Europa.


Scarica l’indagine

Ultima modifica: Lunedì 30 Giugno 2025
Mercoledì 18 Giugno 2025

Unioncamere: far crescere l’empowerment economico femminile per contrastare la violenza di genere

Sono oltre 1 milione e 300mila (il 22,2% del totale); in tre casi su quattro operano nel terziario; sono mediamente più piccole per dimensioni e più giovani e sono diffuse soprattutto nel Centro-Sud.

E’ la fotografia delle imprese femminili presentata da Unioncamere nel corso dell’Audizione presso la Commissione bicamerale d’inchiesta sul femminicidio e sul contrasto alla violenza di genere.

Le imprese femminili – in crescita dello 0,4% rispetto al 2014 - presentano caratteristiche peculiari. Prevalgono forme giuridiche poco strutturate (il 60,5% delle imprese femminili è costituito da ditte individuali contro il 47,3% delle non femminili). I tassi di sopravvivenza sono leggermente inferiori alla media: a 5 anni dalla nascita ne rimane attivo il 72,3%, contro il 77,3% delle imprese maschili. Nel lungo termine il divario si accentua (sopravvive il 67,5% delle aziende “rosa” oltre i 5 anni, contro 73,1% di quelle a guida maschile). Non hanno un rapporto facile con il sistema del credito.

“L’azione di formazione, informazione e mentoring portata avanti dal sistema camerale si configura come un fattore abilitante fondamentale per il successo dell’imprenditoria femminile”, ha sottolineato il vice segretario generale di Unioncamere, Tiziana Pompei. “Accompagnare le donne nel percorso imprenditoriale – dalla fase dell’idea fino alla crescita su mercati più ampi – significa non solo favorire lo sviluppo economico inclusivo, ma anche dotarle di strumenti di autodeterminazione. Ogni donna che riesce a creare e far prosperare la propria impresa diventa infatti più libera, più autonoma e meno vulnerabile a ricatti o violenze di natura economica. In quest’ottica, investire sulle donne che fanno impresa costituisce a tutti gli effetti una strategia di prevenzione della violenza di genere: promuovere l’empowerment economico femminile equivale a rimuovere alcuni dei presupposti che alimentano le disparità e possono sfociare in abusi”.

Una analisi, effettuata da Unioncamere tramite il proprio Centro Studi G. Tagliacarne e la società di sistema Si.Camera, mostra che poco più di un’impresa femminile su tre fa ricorso a finanziamenti bancari (un dato analogo a quello delle imprese maschili). Inoltre, 3 imprenditrici su 4 hanno avviato la propria attività utilizzando esclusivamente capitali personali e familiari, mentre solo circa una su quattro ha fatto ricorso a un prestito bancario per l’avvio dell’impresa (26,9% delle imprenditrici, a fronte di un 22,4% tra gli uomini). Infine, l’utilizzo di strumenti finanziari alternativi o complementari al credito bancario appare estremamente limitato: meno dell’1% delle imprese – indipendentemente dal genere del titolare – dichiara di essersi avvalsa di canali come investitori informali (business angels, venture capital) o piattaforme di microcredito e crowdfunding, segno di un ecosistema finanziario ancora poco diversificato per le piccole imprese.

Questa situazione di basso indebitamento volontario, che indica che le imprenditrici tendono a mantenere un’elevata autonomia finanziaria, può però rappresentare un freno alla crescita.

Difficoltà soprattutto di carattere burocratico emergono anche nell’accesso a finanziamento o incentivi pubblici, come mostra l’indagine realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Imprenditoria Femminile da Unioncamere – Si.Camera – Centro studi G. Tagliacarne.

Oltre metà delle imprese (maschili e femminili) che hanno usufruito di incentivi segnalano difficoltà nella gestione delle relative procedure: le imprenditrici, in particolare, lamentano come principali barriere la complessità delle pratiche amministrative (indicata da circa 1 impresa su 3 fra quelle che hanno richiesto sostegni) e le tempistiche eccessivamente lunghe per ottenere materialmente le agevolazioni (segnalate da più di un’impresa su 10).

Oltre che sul fronte dello sviluppo paritario e sostenibile attraverso l’incremento della cultura d’impresa, Unioncamere è anche impegnata per la cultura della parità, in quanto soggetto attuatore del progetto finanziato dal PNRR sulla Certificazione della parità di genere nelle imprese.

Dopo un inizio in sordina, i numeri descrivono uno scenario in rapida evoluzione e particolarmente vivace: ad oggi le certificazioni rilasciate alle imprese sono 7.960, con un aumento significativo rispetto al 2022 quanto se ne contavano circa un centinaio. Sono state 3.406, invece, le domande complessivamente pervenute dalle Pmi a valere sui due avvisi pubblici presentati da Unioncamere.

Il progetto punta non solo al superamento del gender gap e all’aumento dell’occupazione femminile, e quindi accresce la competitività delle imprese, ma anche alla trasparenza delle imprese e della loro organizzazione. Questo impedisce che discriminazioni, pregiudizi e stereotipi rimangano nascosti e difficili da dimostrare nei casi in cui si voglia far valere i propri diritti.

Ultima modifica: Mercoledì 18 Giugno 2025
Mercoledì 18 Giugno 2025

Le condizioni infrastrutturali per lo sviluppo del trasporto ferroviario, stradale e marittimo in sicilia

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I dati aggiornati sulle priorità infrastrutturali della Sicilia, le nuove opere in progettazione, la rimodulazione dei fondi Ue per superare la condizione di insularità, lo stato di avanzamento di cantieri e programmi, accordi con gli armatori per aumentare i flussi di merci nei porti dell’Isola

Lunedì 23 giugno al convegno di Unioncamere Sicilia e Uniontrasporti

Ore 15,30 – Sala “Terrasi” Camera di commercio Palermo Enna – Via Emerico Amari, 11

 

Palermo, 19 giugno 2025 – In attesa dei cantieri del Ponte sullo Stretto che, secondo i calcoli di Uniontrasporti, avranno un impatto positivo di 23,1 miliardi sul Pil e produrranno benefici netti di 10,9 miliardi per l’economia, già oggi si può cominciare a cogliere opportunità e a fare sistema tra infrastrutture e operatori delle autostrade del mare, nella direzione dell’obiettivo di una Sicilia hub logistico del Mediterraneo. Ad esempio, secondo quanto riferiscono molti terminalisti, oggi su dieci camion che sbarcano in Sicilia, otto tornano al Nord vuoti: un costo pesante per le aziende di trasporto, che potrebbero essere disposte a praticare sconti pur di effettuare il viaggio di ritorno a pieno carico. Dunque, un sistema integrato di porti, interporti, retroporti Zes e autoporti, messo a disposizione del mercato, può  favorire accordi fra armatori, terminalisti, operatori della logistica, spedizionieri e aziende di trasporto, grazie ai quali, facendo scalo nei porti siciliani, le grandi navi container risparmierebbero 4 giorni di navigazione e le merci verrebbero consegnate in appena 48 ore in Centro Europa. Questo sistema, oggi reso possibile dagli ingenti investimenti programmati per le infrastrutture dell’Isola e da quelli che saranno resi disponibili a breve dalla rimodulazione dei fondi europei per superare la condizione di insularità, attiverebbe un enorme sviluppo economico e occupazionale.

E’ solo una delle ricette possibili  attorno agli investimenti in corso e futuri in Sicilia. I dati aggiornati del Libro bianco sulle priorità delle infrastrutture dell’Isola, lo stato di avanzamento dei cantieri in corso e delle nuove progettazioni di ferrovie, strade e sistemi portuali, i piani di sviluppo del traghettamento sullo Stretto e del progetto del Ponte di Messina, saranno presentati nel corso del convegno “Le condizioni infrastrutturali per lo sviluppo del trasporto ferroviario, stradale e marittimo della Sicilia”, organizzato da Unioncamere Sicilia con Uniontrasporti e Camera di commercio Palermo Enna, con il patrocinio di Regione siciliana, Italferr e Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Palermo.

Apriranno i lavori Giuseppe Pace, presidente di Unioncamere Sicilia; Alessandro Albanese, presidente della Camera di commercio Palermo Enna; e Nicolò La Barbera, presidente dell’Ordine dei Dottori commercialisti ed esperti contabili di Palermo.

Interverranno Alessandro Aricò, assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità; Antonello Fontanili, direttore di Uniontrasporti; Roberto  Mercadante, responsabile Tavolo tecnico Infrastrutture di Unioncamere Sicilia; Valerio Mele, direttore tecnico società Stretto di Messina; Filippo Palazzo, commissario straordinario opere ferroviarie Pnrr in Sicilia; Matteo Mucci, responsabile struttura Sviluppo infrastrutture  area Sud-Ovest di Rfi; Luigi Mupo, dirigente responsabile Nuove opere di Anas per la Sicilia; Luca Lupi, segretario generale  Autorità di sistema portuale della Sicilia occidentale; Francesco Di Sarcina, presidente Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale; Francesco Rizzo, commissario straordinario Autorità di sistema portuale dello Stretto;  Dario Lo Bosco, A.d. di Italferr; Silvio Damagini, A.d. di Mercitalia Rail; Pietro  Coniglio, A.d di Isla; Angela Pisciotta, vice presidente di Ance Palermo e rappresentante del Sud Italia all’interno della segreteria tecnica della commissione Transizione ecologica di Ance. Concluderà Ivo Blandina, presidente della Camera di commercio di Messina e presidente di Uniontrasporti.

“Attraverso la forte partnership con l’assessore Alessandro Aricò, nonché il lavoro del nostro Tavolo tecnico congiunto con l’assessorato regionale Infrastrutture e le analisi di Uniontrasporti nazionale, il nostro impegno per fare accrescere l’attenzione sulla dotazione di reti di trasporto più  efficienti al servizio delle imprese siciliane sta ottenendo risultati concreti – afferma Giuseppe Pace, presidente di Unioncamere Sicilia – . Ad un anno esatto dalla presentazione a Palermo del Libro bianco sulle priorità infrastrutturali dell’Isola, lunedì  presenteremo i dati aggiornati delle rilevazioni statistiche e faremo il punto su ciò che Ue, Stato, Regione e tutte le società interessate hanno fatto in dodici mesi e su ciò che stanno mettendo in campo di nuovo per raggiungere gli obiettivi di mobilità assegnati dalla  Commissione europea. Sta venendo fuori una visione aggiornata del sistema di ferrovie, strade e porti che, connesso a  retroporti e interporti e agli investimenti produttivi  attirati dalla Zes Sud, vede ora gli interessi di operatori internazionali dei trasporti e della logistica convergere sulla  Sicilia non solo per cogliere nuove opportunità commerciali, ma anche per diventare protagonisti degli scenari che si stanno delineando nel Mediterraneo”.

Ufficio stampa: Michele Guccione 348/2668034

micheleguccione@neomedia.it      

 

Ultima modifica: Venerdì 20 Giugno 2025
Venerdì 6 Giugno 2025

L’origine doganale dei prodotti Obblighi e recenti aggiornamenti

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Ultima modifica: Venerdì 6 Giugno 2025